Le piroghe del Museo Civico di Crema e del Cremasco

l'attività del Museo

A partire dal 2007 il Museo ha intrapreso, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e l’Università degli Studi di Firenze, un impegnativo programma di analisi e studio, catalogazione, restauro e musealizzazione della sua preziosa collezione di monossili.

Parallelamente al recupero dei documenti d’archivio utili per ricomporre la storia dei rinvenimenti e dei successivi trasferimenti delle imbarcazioni, il lavoro ha previsto una prima indagine per verificare lo stato di conservazione del legno. Nel corso di questa prima ricognizione le imbarcazioni sono state numerate e sono stati prelevati dei campioni, attualmente in corso di studio, per definire lo stato di conservazione e le specie legnose dei manufatti.

Nella primavera del 2008 le imbarcazioni sono state estratte dalla vasca dove erano riposte fin dal loro ritrovamento avvenuto negli anni ’70, e pulite dalla spessa coltre di alghe e sedimenti che le aveva ricoperte.
Contestualmente sono stati effettuati i carotaggi su tutti gli esemplari conservati in Museo per le analisi dendrocronologiche e radiometriche, attualmente in corso. Le operazioni si sono svolte in un arco di tempo molto ridotto, tenendo costantemente bagnate e coperte le piroghe.

estrazione delle piroghe dalla vasca

La collaborazione con la Soprintendenza prevede il restauro di alcune delle piroghe, che saranno trasportate a Milano presso il Centro per il Trattamento del Legno Bagnato.
Parallelamente agli interventi di restauro, si sta procedendo allo studio dei manufatti che presentano caratteristiche morfologiche e dimensionali differenti.
Il gruppo di lavoro è costituito da un’equipe di studiosi che comprende archeologi, restauratori e tecnologi del legno.

Il Museo ha dato il via ad una campionatura a tappeto su tutti gli esemplari rinvenuti e sta procedendo con le analisi per la datazione dei reperti. Le datazioni eseguite finora su esemplari analoghi rinvenuti nell’Oglio dimostrano una persistenza d’uso almeno fino all’età Medievale, con un arco di tempo circoscrivibile tra il III ed il VII sec. d.C.

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