Avvertenze

per chi è propenso ad ascoltare

L’inizio di una ricerca basata sulle fonti storiche vede la persona piena di energie, motivata e determinata ad affrontare una sfida di cui non si conoscono ancora bene i contorni e le insidie.
Essere preparati a reagire alle più comuni può essere d’aiuto.

Evitare di perseverare nell’illusione che un documento ci possa dare delle risposte quando non è nella sua “natura” fornirle o il suo stato di conservazione lo impedisce
Ogni tipo di documento ci indica anche ciò che non vi troveremo. Nel “Sommario” preso ad esempio non troveremo rendiconti, ricette, biografie, ritratti o poesie in quanto tali, anche se talvolta non mancheranno le frasi che fanno intuire la suggestione naturale di certi luoghi - “essendo l’acqua l’anima del territorio Cremasco” [1474] - o la volontà di legare l’utile al bello, realizzando strutture in pietra “per ornamento della Terra” [1499].
Vi sono, inoltre, danni materiali ai documenti (inchiostro ossidato, muffe dilaganti, usura…) cui non si può porre rimedio e le cui conseguenze non possono essere travalicate dall’uso di strumenti e tecnologie aggiornate.

Accettare con modestia l’aiuto di chi ha maggiore esperienza o competenza senza accanirsi a voler fare da soli. Paleografi, diplomatisti, storici delle discipline e degli indirizzi più vari… possono arrivare laddove non si pensa e sciogliere dubbi e perplessità.

Non forzare il documento a dire ciò che si vorrebbe dicesse…

Non aver paura di formulare più ipotesi

Provare a cambiare la chiave di lettura del documento o l’approccio ad esso se questo “non ci parla”: la ricerca è fatta di aggiustamenti, prove di tiro, ripensamenti.

Evitare attacchi isterici se il nostro vicino – a volte da noi stessi travestito da avversario – trova casualmente un’informazione che per anni abbiamo cercato inutilmente; c’è da consolarsi: prima o poi capiterà anche a noi di “inciampare” in qualcosa di utilissimo a qualcun altro. Non c’è da fare i taccagni.