Una spesa di metà ‘700 per le riparazioni di un bocchello

antiche misure di superficie

Il Bocchello del Pozzo ha origine dalla Roggia Alchina, proprio alle porte di Crema. San Michele, un tempo Comune (dal XVII secolo fino al 1859) è oggi una frazione del comune di Ripalta Cremasca. La chiesa parrocchiale citata è quella di San Michele Arcangelo, attestata fin dal secolo XVI, ed eretta in parrocchia nel 1597.
Nel 1752, quindi intorno al periodo del nostro documento, la parrocchia di San Michele contava 664 anime (Status animarum diocesi di Crema, 1751-1752).

La “levadella”, ossia la levata, è un manufatto idraulico: attraverso la levata l’acqua viene incanalata dall’acquedotto dispensatore all’interno della “bocca”: tutte le acque del territorio cremasco vengono ripartite tramite bocche aperte superiormente (A. Parrocchetti, Manuale pratico di idrometria, Milano, 1876).

La misura di superficie utilizzata è la pertica, ed il sottomultiplo tavola
1 tavola=1/24 pertica
1 pertica è pari a 31,5 m quadrati: ne deduciamo che 1 tavola è pari a 1,3125 m quadrati, e questo ci dà modo di tradurre in metri quadrati le misure citate nel documento:

674 pertiche = 21.231 metri quadri
20 tavole = 26,25 metri quadri
la superficie “adacquata” è pertanto pari a 21.257,25 metri quadri, cioè circa 2,12 ettari.

Il perito ripartisce la spesa totale in base alla superficie da “adacquare”, ricavando la spesa per ciascuna pertica di superficie: 4 lire e 8 soldi per ciascuna pertica.