Chi
È possibile individuare il profilo della persona che ha redatto il documento? Se ne può rintracciare il nome? Il testo ricorda, in apertura o in chiusura, il ruolo di chi scrive? Sono presenti suoi appunti personali o commenti? Chi scrive è una o più persone? Nel nostro caso la grafia appartiene ad un’unica persona e la scrittura è di tipo più “moderno” rispetto a quella del Quattrocento, ottocentesca con ogni probabilità. Con quale intento è stato scritto? Il titolo riportato sulla prima carta del registro in questione riporta l’indicazione “Sommario” e l’articolazione schematica del suo contenuto ne conferma in pieno la natura. L’utilità derivante dall’avere un elenco temporale delle decisioni prese per la gestione delle acque e dei manufatti idraulici è indubbia soprattutto perché accompagnata dal rimando al numero del volume - e delle relative carte – in cui è rintracciabile il testo di ogni singolo provvedimento in proposito. Oltretutto in coda al registro è sfogliabile un indice alfabetico per argomento per ricercare con maggiore facilità le disposizioni emesse dall’autorità ducale e raccolte in forma di registro. Il testo è costellato anche di note a chiusura delle singole rubriche: “mihi in stampo co. Clavelli”, “mihi Proces.”, inserite per memoria personale. Ma ad uso di chi, esattamente? Del rubricatore che per primo ha compilato diligentemente l’elenco o da parte del copista? Risposta che ad un primo esame rimane insoluta, ma che potrebbe trovare soluzione.
Un documento che porta un po’ di luce in tal senso è un altro registro conservato nel fondo Crivelli dell’Archivio Storico Diocesano di Crema: ossia il registro con la “Rubrica de' ducali, parti, ordini, e terminazioni che si trovano registrate nella Cancelleria ordinaria pretoria della patria di Crema formata e composta per ordine dell’illustrissimo signor conte, e cavaliere Alessandro Zò della stessa patria”. Tale registro risulta redatto in copia l’anno 1740 dal podestà di Crema Camillo Schiavini, primo proprietario e “raccoglitore” anche del registro “Acque. Sommario delle cose, che sono nelli libri delle parti…” preso in esame. I registri, conferma il direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Crema don F. degli Agosti, sono redatti nella stessa grafia, quindi copie della stessa persona; rimane da verificare quale sia, e dove si trovi, l’originale del sommario, così da accertare cosa appartenga al testo e cosa sia da attribuire al trascrittore Camillo Schiavini.
consulta il registro “Rubrica de' ducali, parti, ordini..." nella BancaDati Archivio Virtuale del Cremasco
Come
Lettura e trascrizione vanno quindi di pari passo. La lunghezza del testo può portare a preferirne una trascrizione parziale o focalizzata su determinati punti, soprattutto se si tratta di fonti prive dei cosiddetti “strumenti di corredo”, quali indici per soggetto, oggetto o nomi, repertori, rubriche, strumenti che agevolano non poco l’individuazione di parti interessanti per lo studioso, l’appassionato, il ricercatore. Una volta ripercorsa l’ideale stesura del testo giunge il momento della ricomposizione del contesto. Sicuramente durante l’esercizio della trascrizione informazioni, nomi e prime interpretazioni dei dati si sono affacciate alla nostra mente: la Roggia Comuna, il Podestà di Crema, porta Ripalta, la levata di Bagnolo, il Bocchello della Roverpieta, i Provveditori del Consiglio, la Roggia Quarantina, la Riva Fredda. Una moltitudine di notizie, un formicolìo di spunti interessanti! Ma prematuri da esaminare. Molti punti interrogativi hanno fatto capolino dalle pagine del registro, altri attendono. Sembrano invadenti, ma sono d’aiuto. La quantità di domande che ci dovremmo porre e le risposte che ad esse si troveranno, permetteranno di costruire una cornice al nostro quadro e disegneranno un identikit che farà già intravedere ciò che otterremo dal documento e ciò che non vi troveremo, l’attendibilità della fonte, il livello di dettaglio a cui si potrà giungere.