Una proposta di conservazione e rifunzionalizzazione
L'intervento che andiamo a proporre è volto a ridare piena funzionalità ed accessibilità all'edificio di Porta Ombriano, da anni abbandonato a se stesso.
L'immobile, dopo l'intervento effettuato dalla Soprintendenza di Brescia nel 1997, è una scatola vuota libera da tramezzature, da solai e ancora senza le coperture dei due vani esterni. Le lavorazioni eseguite hanno essenzialmente riguardato la messa in sicurezza dell'edificio tramite la realizzazione di un nuovo manto di copertura sul corpo centrale ed il consolidamento di alcune parti murarie, mentre non si sono posti in essere lavori di salvaguardia nei due spazi ad ovest del corpo principale dove risultavano da tempo mancanti le coperture. Gli interventi avevano parzialmente arrestato il degrado in atto, salvaguardando l'intero apparecchio murario che risultava in discrete condizioni. La nuova copertura aveva infatti bloccato lo stillicidio causato dalle acque meteoriche sull'intera struttura che rischiava, con il tempo di collassare, come già era avvenuto alle vecchie coperture. Le indagini diagnostiche commissionate dalla Soprintendenza prima dell'intervento avevano confermato la solidità della struttura muraria, e la bontà delle fondazioni e quindi la possibilità di un intervento di riutillizzo che potesse contemplare anche l'inserimento di un nuovo solaio.
A distanza di molti anni saranno necessarie nuove verifiche che dimostrino la solidità delle strutture lasciate nuovamente all'abbandono e gli eventuali ulteriori accorgimenti che ne permettano il pieno utilizzo in totale sicurezza rendendolo idoneo ad accogliere un nuovo solaio in grado di distribuire su due piani gli spazi del corpo principale potendo in tal modo ricavare una serie di vani utili alla sua rifunzionalizzazione.
Infatti pur se utilizzato per parecchi anni come deposito di carri funebri, officina di cicli e motocicli, garage e pesa, l'edificio denuncia una chiara volontà distributiva attestata su due livelli della quale non abbiamo però alcun tipo di testimonianza. Anche sui due vani esterni non si trovano notizie particolari se non quelle di storia recente che li vedevano utilizzati come latrine pubbliche e locali di disimpegno.
settembre 2010