Due passi nel mistero: i simboli nel duomo di Crema

Marisa Uberti

Il duomo di Crema è in stile gotico lombardo. È un edificio imponente, eretto su uno precedente del XII secolo, di cui resta il portale. È attestata la ricostruzione dell’edificio tra il 1248 e il 1341, dopo l’imponente incendio che lo distrusse nel 1160. Ha una bella facciata 'a vento' in cui si aprono bifore e un grande rosone marmoreo. Soffermandomi ad ammirarne l’armonica bellezza delle proporzioni, qualche tempo fa, ho scorto alcuni simboli che spesso passano inosservati ai più, che ho potuto riscontrare anche in chiese geograficamente distanti e sui quali ho svolto un breve lavoro di approfondimento, per cercare di penetrare il messaggio che i grandi costruttori medievali hanno lasciato impresso nella pietra e che – al di là del mero intento decorativo - possono assumere un significato più recondito, del quale abbiamo perso la chiave interpretativa. Proverò quindi a mettere in evidenza alcuni particolari che mi hanno colpito.
Come per tutte le cose, l’osservazione parte dal generale, dal maestoso e glorificante, per poi –dopo un certo tempo - concentrarsi inevitabilmente sul particolare. Allorché le varie parti che compongono l’intero sembrano animarsi di luce propria, imponendosi all’attenzione di chi sa vederle. A quel punto, si viene investiti di quella sana curiosità che ci spinge a interrogarci, a subire il fascino del mistero di tanti perché. E che motivano la conseguente ricerca di risposte. Cosa osserviamo su questa meravigliosa facciata, intanto, di così insolito?

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