Storia: acqua passata?

I quando, i perché: spunti

 

I Quando

Sono varie le clessidre sulla scrivania di chi cerca. Una restituisce il tempo delle azioni descritte nel documento. Un'altra ferma gli estremi temporali del componimento del documento. Un'altra ancora riporta, granello dopo granello, i momenti legati alla conservazione della fonte e alle sue vicende. I primi due strumenti possono dare informazioni identiche, se la redazione della fonte è coeva rispetto al contenuto. Nel nostro caso si conosce il “tempo storico”, ma non quello redazionale e ancor meno quello legato alla custodia del documento. Si possono fare legittime ipotesi sul fatto che esso sia una copia di un registro più antico e sul fatto che esso fosse in possesso di un podestà di Crema, abituato a maneggiare documenti legislativi e ad estrarre copie di atti. In generale, quindi, l'attenzione va indirizzata verso dei tipi di dato ben precisi: quali sono le date estreme del documento, quale la più antica e quale la più recente, in assoluto? Tralasciando per il momento le eventuali domande “Su incarico di chi è stato prodotto il documento?” e “Come è giunto nella sede di conservazione in cui si trova?”, ci si concede un profondo respiro per slanciarsi verso… l'evidenziatore. Virtuale, ovviamente. È il momento in cui si vanno a snidare le informazioni che ci avevano indotto a scegliere quel tipo di documento e non un altro, quel pezzo e non quello vicino, o quello più grande e bello due scaffali più in là.

 

I Perché

Si vuole sapere quante volte, tra il 1456 e 1494, i mulini sono stati oggetto dell'attenzione dell'autorità competente? Dieci. Si ha necessità di capire come avvengano i calcoli per il pagamento dei dazi applicati all'uso delle acque incanalate nelle rogge? Si scopre che nel 1491 si dispone affinché “ogni anno nel tempo di misurar le terre che si adacquano” vengano nominati due agrimensori per ciascuna roggia con l'incarico di misurare l'estensione dei terreni da irrigare, due tecnici pagati dai daziari delle stesse rogge e senza le cui stime non possono essere effettuate le riscossioni. Si seguono le impronte economiche e commerciali lasciate dal documento? Varie unità di misura – lunghezza, superficie, capacità e peso - ritornano in diversi punti (pertiche, tavole, once...) così come indicazioni circa la valuta usata per vari pagamenti (fiorini e denari d'oro, lire, denari e soldi imperiali, ducati…).

Si cerca un nome in particolare? L'ingegnere Giovanni Vailati? Eccolo citato per l'anno 1471:

Si elleggono tra' cittadini interessati nell'acque uno di sopra, uno
di mezzo, e l'altro di sotto, et tre non interessati, quali coll'
Ingegnere Giovanni Vailati (che averà il voto deliberativo in caso
di discordia de suddetti sei) abbino autorità di deliberare, proveder,
ed esseguire tutte le cose stimeranno bisognevoli per servizio
delle Roggie, modulazioni di Bocchelli etc. a riserva di poter in-
cantar le medesime, il che s'aspetta alli Proveditori. C. 77 tergo
Fu derogata circa al governo dell'acque lib. 27 f. 166 tergo

leggi il testo originale

Ma anche se si cercano cose che non trovano spazio o riscontro nel documento, capita, umanamente, di soffermarsi su altri perché. Colpisce sapere che nel 1466 “Stante la povertà” di tal Giacomo Sgarpino gli viene condonata la spesa della "sgurazione" - ossia la pulizia e sturatura – della Roggia Rino. Stupisce meno, ad esempio, tra il 1470 e il 1497, la frequenza con cui ci si rivolge alla Serenissima Repubblica di Venezia – che dal 1449 al 1799 ne costituisce l'autorità di riferimento - perché vengano risolte questioni riguardanti aperture illegittime di bocchelli nelle rogge cremasche ed altri “disordini praticati da sudditi dello Stato di Milano”.