Le piroghe del Museo Civico di Crema e del Cremasco

il ritrovamento

Negli anni compresi tra il 1972 e il 1976 condizioni climatiche particolari hanno portato ad un considerevole abbassamento del livello dei fiumi facendo emergere, lungo una fascia geografica compresa tra il basso corso dell’Adda e il basso corso dell’Oglio, undici imbarcazioni monossili. Queste furono recuperate e trasportate presso il Museo di Crema, in accordo con l’allora Soprintendenza alle Antichità della Lombardia. 

Delle difficili operazioni di recupero e trasporto delle imbarcazioni si occupò l’architetto Beppe Ermentini, allora direttore del Museo, che documentò i ritrovamenti con un dettagliato elenco, arricchito in parte da documentazione grafica e fotografica.

B. Ermentini

Ermentini indica, appena dopo il recupero della seconda piroga, lo sportello che presumibilmente serviva per svuotarla dall'acqua imbarcata

Una volta estratte dall’acqua e ripulite dalla spessa coltre di depositi, le piroghe furono immerse in una vasca con acqua corrente appositamente predisposta nel cortile retrostante il Museo.
Dagli anni ‘70 le piroghe sono rimaste nella vasca scoperta, alimentata da un flusso costante di acqua corrente.