La leggenda del lago Gerundo

scuola elementare De Amicis - Pizzighettone

Tanti e tanti anni fa, tra il paese di Pizzighettone e la città di Lodi, vi era un lago chiamato Gerundo, che era così grande e profondo che tutti lo chiamavano mare.

Nella cittadina di Lodi viveva Sterlenda, una giovane bella e gentile, innamorata di Eginaldo, un giovane coraggioso. Tra la gente di Lodi circolava una voce: si diceva che nel lago Gerundo vivesse un drago enorme e feroce, più grande d'un elefante. La sua bocca era grandissima e rossa, fornita d'un'infinità di denti bianchi e aguzzi; il suo alito era infuocato come un lanciafiamme e puzzolente come l'acqua marcia. Le mamme, per paura, non lasciavano uscire di casa i bambini e le bambine, e nessuno di questi giocava mai sulla sabbia della riva del lago. Si diceva, poi, che quando scoppiava un temporale, il drago lasciasse il centro del lago e s'avvicinasse minacciosamente alla città.

Una notte d'estate dell'anno 1299 il cielo, divenuto nero, annunciò una terribile burrasca: lampi, fulmini, tuoni riempivano il buio, e il vento alzava onde spumeggianti alte come case. Eginaldo, giovane coraggioso, chiamò alcuni compagni: - Presto, prendiamo una barca, armiamoci di lance e di bastoni e catturiamo il drago!

I giovani s'avventurarono nell'acqua. La barca, tra le onde, saliva e scendeva, ora si vedeva, ora spariva… Sterlenda, sulla riva, stringeva preoccupata le mani al petto: sarebbe tornato il suo Eginaldo? Sei imbarcazioni salparono per soccorrere i giovani valorosi, e ben presto tutti ritornarono sani e salvi. Il mostro, però, non era stato catturato. Si festeggiò il ritorno con un gran banchetto, e i racconti sull'aspetto del drago, chiamato con il nome di Tarantasio, iniziarono a circolare tra la gente: - E' un drago enorme... e i suoi muggiti hanno la forza del tuono... l'aria è piena del suo alito asfissiante...

I giovani, che avevano affrontato il drago, s'ammalarono di febbre altissima e con il caldo dell'estate si diffuse in città una terribile pestilenza: tanti s'ammalarono, le botteghe chiudevano, gli stranieri scappavano, le campane suonavano tristi rintocchi... tante persone morirono. Eginaldo, però, si salvò e guarì. Passarono i mesi, ma la pestilenza non diminuì. L'autunno, con le sue piogge, peggiorò le cose: il lago Gerundo straripò e allagò la campagna.

La gente, non sapendo più cosa fare, si rivolse a Dio e, dopo tante preghiere, promise che, se la pestilenza e l'inondazione fossero finite, sarebbe stata costruita una nuova chiesa. Nella notte del 31 dicembre, le acque iniziarono a ritirarsi e, nel giorno di Capodanno, il lago Gerundo si prosciugò completamente. E... sorpresa! Sul fondo ormai asciutto si vide spuntare una costola enorme, lunga sette piedi! Era una costola del drago.

Il mostro era ormai scomparso e la gente ricominciò a vivere senza paura. Sterlenda ed Eginaldo si sposarono nella chiesa di S. Francesco, con una bellissima cerimonia, il 2 febbraio 1300.

Le maestre Maria Cristina, Maria Rosa, Rossella; gli allievi Marta, Federica, Ambra, Laura, Lorenzo, Alessandra, Marco, Massimo, Francesco, Salima, Zaid, Arianna, Daniela, Elisa, Roberto, Marika, Roberta, Fabio e Carlotta - scuola elementare De Amicis - Pizzighettone

Scuola elementare De Amicis, Pizzighettone

scuola elementare De Amicis, Pizzighettone
1999